Sara Pelli Mindfulness

DIPENDENZE

Quando la dipendenza prende il controllo, la mente cerca un sollievo immediato che a lungo andare ti rende schiavo di una sostanza o di un comportamento. Ti ritrovi a rinunciare a ciò che conta davvero, perdendo relazioni e salute, pur sapendo che ti fa male. Scopri cosa c'è dietro questo meccanismo e come riconnetterti con ciò che è più vitale per te, per costruire una vita autentica e libera.

Comprendere la dipendenza per scegliere il cambiamento

“Mi dico che posso smettere quando voglio, ma non succede mai.”
“All’inizio mi faceva sentire meglio… ora non riesco più a farne a meno.”
“Sto perdendo persone e occasioni importanti, ma non riesco a fermarmi.”

Cos'è la dipendenza

La dipendenza è una condizione complessa che porta a un uso compulsivo di una sostanza o un comportamento, con conseguenze negative per la persona e per chi la circonda. 

Non è solo “una brutta abitudine” o mancanza di forza di volontà: coinvolge l’attivazione di un circuito biologico e psicologico in cui il cervello impara a ricercare una sostanza (alcol, nicotina, sostanze, cibo) o un comportamento (gioco d’azzardo, shopping, social media) per ottenere sollievo immediato da emozioni spiacevoli.

A lungo andare, quel sollievo diventa l’unico modo che la mente conosce per regolarsi.

Come ci fa sentire

All’inizio, può sembrare una soluzione: proviamo euforia, sollievo, la sensazione di avere il controllo.

Ma col tempo emergono emozioni diverse: senso di colpa, vergogna, ansia anticipatoria, un profondo vuoto emotivo.

Anche il corpo reagisce: tensione muscolare, difficoltà a dormire, sintomi da astinenza.

Queste sensazioni si sommano, creando un’angoscia crescente che ci spinge a cercare di nuovo quella stessa sostanza o comportamento. Così si alimenta il circolo della dipendenza.

Quali blocchi comporta e perché è così frustrante?

La dipendenza mette a rischio valori fondamentali:
La frustrazione nasce dal conflitto interno: “So che mi fa male, ma non riesco a smettere.”

Perché proprio tu?

Ogni storia è unica, ma ci sono fattori di vulnerabilità comuni:

1

Storia familiare di dipendenze o traumi precoci

2

Tratti di perfezionismo o elevata autocritica

3

Strategie limitate di regolazione emotiva apprese

4

Eventi stressanti non elaborati (lutti, separazioni, crisi lavorative

Comprendere perché è il primo passo per smettere di colpevolizzarsi e iniziare a cambiare

Le tentate soluzioni che non funzionano

Controllarsi con la forza di volontà (spesso fallisce)

Fare “periodi di pausa” senza affrontare le cause profonde

Negare o minimizzare il problema

Cercare conferme che “non è così grave”

Alternare e sostituire una dipendenza con un’altra

Isolarsi per non essere “scoperti”

Tutti tentativi legittimi ma inefficaci, confermano il senso di impotenza e rinforzano il ciclo disfunzionale.

UNA CURA EFFICACE

Come può aiutarti la psicoterapia cognitivo comportamentale e la mindfulness

Il lavoro psicoterapeutico che propongo integra due strumenti potenti e complementari:

  • La terapia cognitivo comportamentale aiuta a riconoscere i pensieri, gli schemi e i comportamenti che mantengono la dipendenza, e a costruire nuove abitudini sane e coerenti con i propri valori.
  • La mindfulness insegna a stare con ciò che provi, a osservare l’impulso, il desiderio senza reagire automaticamente, a fare spazio all’esperienza interiore con consapevolezza e gentilezza.

 

Insieme possiamo lavorare per:

  • Riconoscere e interrompere il ciclo della dipendenza
  • Rafforzare la capacità di regolare le emozioni
  • Riscoprire i propri valori e agire in linea con essi
  • Costruire una vita autentica  e libera

 

La dipendenza non è la tua identità. È un adattamento che hai appreso.

Protocollo mindfulness consigliato MBSR

Prenditi cura di te - Pratiche Mindfulness

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