Sara Pelli Mindfulness

Protocollo MBCT – Mindfulness-Based Cognitive Therapy

Un protocollo che integra mindfulness e terapia cognitiva per aiutare a riconoscere i pensieri negativi automatici e prevenirne l’impatto sulla vita emotiva. Particolarmente efficace per chi soffre di depressione ricorrente o ha la tendenza a rimuginare.

Cos’è la MBCT

La Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) è un programma clinico strutturato, nato dall’integrazione tra Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR) di Jon Kabat-Zinn e la Terapia Cognitiva per la depressione. È stato sviluppato da Zindel Segal, Mark Williams e John Teasdale con l’obiettivo di prevenire le ricadute depressive in persone con una storia di depressione ricorrente. La MBCT si rivolge in particolare a chi ha già sperimentato episodi depressivi e desidera apprendere strategie efficaci per riconoscere precocemente i segnali di una possibile ricaduta, gestendo con maggiore consapevolezza i pensieri negativi, la ruminazione mentale e i vissuti emotivi difficili.

Come funziona?

È un percorso strutturato, generalmente organizzato in 8 incontri settimanali, durante il quale i partecipanti apprendono un insieme di pratiche meditative e strumenti basati su:

Tecniche della Terapia Cognitivo-Comportamentale: per identificare i pensieri automatici disfunzionali e i comportamenti che contribuiscono al mantenimento dello stato depressivo

Pratiche di mindfulness: per coltivare la presenza mentale, ridurre la ruminazione e modificare il modo in cui ci si relaziona ai propri pensieri ed emozioni.

L’obiettivo non è “eliminare” i pensieri difficili, ma modificare il modo in cui ci si relaziona ad essi.

Il tema centrale della cura diviene quello della disidentificazione consapevole dai propri pensieri-emozioni

Perché è efficace nella depressione?

Una delle caratteristiche centrali della depressione è la ruminazione mentale: un processo automatico e ripetitivo in cui la mente si aggancia a pensieri negativi come:

“Non ce la farò mai”, “Non sono abbastanza”, “È tutta colpa mia”

La MBCT aiuta a riconoscere e disinnescare questi meccanismi, prevenendo l’innesco della spirale depressiva. Attraverso la pratica costante, si sviluppa la capacità di:

  • Riconoscere i segnali precoci di ricaduta
  • Interrompere il “pilota automatico” con cui spesso si reagisce alla sofferenza
  • Accogliere l’esperienza presente, anche quella difficile, con maggiore apertura e accettazione
  • Coltivare l’autocompassione e la gentilezza verso se stessi nei momenti critici

La base scientifica della MBCT

La Mindfulness-Based Cognitive Therapy  è supportata da un solido corpo di evidenze scientifiche. Numerosi studi clinici, pubblicati su riviste autorevoli come The Lancet e Psychological Medicine, ne confermano l’efficacia. In particolare, la MBCT:

  • Riduce fino al 50% il rischio di ricaduta nei pazienti con depressione ricorrente.
  • Ha mostrato un’efficacia comparabile a quella dei farmaci antidepressivi nella prevenzione delle ricadute.
  • Favorisce un miglioramento significativo nella regolazione delle emozioni, nella gestione dello stress e nella qualità della vita.
  • Si è dimostrata utile anche nei casi in cui alla depressione si accompagna l’ansia, agendo su fattori chiave come la ruminazione mentale, l’ipercontrollo e la tendenza alla ipervigilanza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) del Regno Unito, raccomandano  l’utilizzo della MBCT per la prevenzione della depressione ricorrente.

A chi si rivolge ?

La MBCT è indicata per chi:

  • ha avuto episodi depressivi ricorrenti e vuole prevenire nuove ricadute
  • teme la possibilità di una ricaduta dopo un periodo di miglioramento
  • vuole affiancare al lavoro psicoterapeutico tradizionale un percorso di maggiore consapevolezza mentale
  • desidera apprendere strumenti pratici per vivere con maggiore presenza e stabilità emotiva

 

È altamente efficace nella riduzione del rischio di ricaduta in quei soggetti che hanno una più lunga e più ricorrente storia di depressione.

Ci perdiamo nei nostri pensieri, ci scolleghiamo dal mondo… è proprio qui che la consapevolezza compassionevole può fare la differenza.”

Williams, Teasdale, Segal & Kabat‑Zinn

Il mio approccio clinico con la MBCT

Nel mio lavoro clinico integro il protocollo MBCT all’interno di percorsi personalizzati, rivolti in particolare a persone con una storia di depressione ricorrente, ansia o dolore cronico. La MBCT si è rivelata uno strumento prezioso non solo nella prevenzione delle ricadute depressive, ma anche nel favorire un cambiamento profondo nel modo di rapportarsi alla sofferenza, al corpo e ai propri stati mentali.

Negli ultimi anni ho approfondito l’applicazione della MBCT in ambito clinico e di ricerca, con un focus specifico sulla gestione del dolore cronico nella vulvodinia. In questo contesto ho condotto un intervento di gruppo, che ha coinvolto 29 partecipanti nel 2024 e 28 nel 2025.

Questa esperienza ha confermato, anche in situazioni cliniche complesse, l’efficacia della MBCT nel ridurre il dolore percepito, l’ansia correlata e il senso di isolamento, contribuendo a migliorare in modo significativo la qualità della vita delle partecipanti.

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