Un protocollo che integra mindfulness e terapia cognitiva per aiutare a riconoscere i pensieri negativi automatici e prevenirne l’impatto sulla vita emotiva. Particolarmente efficace per chi soffre di depressione ricorrente o ha la tendenza a rimuginare.
È un percorso strutturato, generalmente organizzato in 8 incontri settimanali, durante il quale i partecipanti apprendono un insieme di pratiche meditative e strumenti basati su:
Tecniche della Terapia Cognitivo-Comportamentale: per identificare i pensieri automatici disfunzionali e i comportamenti che contribuiscono al mantenimento dello stato depressivo
Pratiche di mindfulness: per coltivare la presenza mentale, ridurre la ruminazione e modificare il modo in cui ci si relaziona ai propri pensieri ed emozioni.
L’obiettivo non è “eliminare” i pensieri difficili, ma modificare il modo in cui ci si relaziona ad essi.
Il tema centrale della cura diviene quello della disidentificazione consapevole dai propri pensieri-emozioni
Una delle caratteristiche centrali della depressione è la ruminazione mentale: un processo automatico e ripetitivo in cui la mente si aggancia a pensieri negativi come:
“Non ce la farò mai”, “Non sono abbastanza”, “È tutta colpa mia”
La MBCT aiuta a riconoscere e disinnescare questi meccanismi, prevenendo l’innesco della spirale depressiva. Attraverso la pratica costante, si sviluppa la capacità di:
La Mindfulness-Based Cognitive Therapy è supportata da un solido corpo di evidenze scientifiche. Numerosi studi clinici, pubblicati su riviste autorevoli come The Lancet e Psychological Medicine, ne confermano l’efficacia. In particolare, la MBCT:
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) del Regno Unito, raccomandano l’utilizzo della MBCT per la prevenzione della depressione ricorrente.
La MBCT è indicata per chi:
È altamente efficace nella riduzione del rischio di ricaduta in quei soggetti che hanno una più lunga e più ricorrente storia di depressione.
Ci perdiamo nei nostri pensieri, ci scolleghiamo dal mondo… è proprio qui che la consapevolezza compassionevole può fare la differenza.”
Williams, Teasdale, Segal & Kabat‑Zinn
Nel mio lavoro clinico integro il protocollo MBCT all’interno di percorsi personalizzati, rivolti in particolare a persone con una storia di depressione ricorrente, ansia o dolore cronico. La MBCT si è rivelata uno strumento prezioso non solo nella prevenzione delle ricadute depressive, ma anche nel favorire un cambiamento profondo nel modo di rapportarsi alla sofferenza, al corpo e ai propri stati mentali.
Negli ultimi anni ho approfondito l’applicazione della MBCT in ambito clinico e di ricerca, con un focus specifico sulla gestione del dolore cronico nella vulvodinia. In questo contesto ho condotto un intervento di gruppo, che ha coinvolto 29 partecipanti nel 2024 e 28 nel 2025.
Questa esperienza ha confermato, anche in situazioni cliniche complesse, l’efficacia della MBCT nel ridurre il dolore percepito, l’ansia correlata e il senso di isolamento, contribuendo a migliorare in modo significativo la qualità della vita delle partecipanti.