Sara Pelli Mindfulness

DISTURBI ALIMENTARI

Quando il rapporto con il cibo diventa una lotta, il corpo e la mente ne portano il peso. Ti ritrovi intrappolata tra controllo, sensi di colpa e insoddisfazione continua? Scopri come i disturbi alimentari vanno oltre il cibo e toccano i valori più profondi della tua vita, e come ritrovare equilibrio e libertà.

Disturbi Alimentari: il corpo parla senza essere ascoltato

I disturbi alimentari non riguardano solo il cibo, il peso o l’aspetto fisico

Sono espressioni profonde di un disagio emotivo che spesso fatica a trovare altre vie per emergere. 

Anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata (binge eating) o altre forme meno conosciute.

Rappresentano tentativi, dolorosi e inefficaci, di riprendere il controllo, calmare l’ansia, gestire il vuoto o anestetizzare emozioni troppo intense.

Si manifestano con sintomi evidenti, come il controllo ossessivo del peso, abbuffate, restrizioni alimentari o condotte compensatorie, ma sotto la superficie raccontano una storia fatta di emozioni difficili, pensieri rigidi e bisogni insoddisfatti.

Come ci fanno sentire

Chi vive un disturbo alimentare spesso convive con un senso costante di inadeguatezza, vergogna e colpa.

Il corpo diventa un bersaglio da controllare, una prigione o un modo per sentirsi “all’altezza”. I pensieri sono invasivi, critici, ossessivi.

L’autostima si misura con il numero sulla bilancia, con ciò che si è mangiato o evitato di mangiare.

È una lotta quotidiana e silenziosa, che può togliere energia, serenità, relazioni e gioia di vivere.

Le conseguenze

Oltre alla sofferenza emotiva, i disturbi alimentari hanno spesso gravi implicazioni fisiche: squilibri ormonali, problemi gastrointestinali, alterazioni cardiache, perdita di fertilità e danni permanenti agli organi.

Anche la mente ne risente: ansia, depressione, isolamento sociale e pensieri ossessivi possono accompagnare o aggravare il quadro.

Le tentate soluzioni che peggiorano la situazione

Molte persone, senza accorgersene, contribuiscono al mantenimento del problema:

Ma queste soluzioni, invece di liberare, rinforzano il disturbo

Una cura efficace

Ogni persona è unica, e così anche il suo rapporto con il cibo. Per questo, il mio intervento parte sempre dall’ascolto profondo e dall’accoglienza di ciò che la persona sta vivendo, senza giudizio.

Nel mio lavoro con i disturbi alimentari integro due strumenti fondamentali: la terapia cognitivo comportamentale e la mindfulness, articolati in step sequenziali, con l’obiettivo di accompagnare la persona a ricostruire una relazione più sana con il cibo, il corpo e sé stessa.

1

Valutazione e comprensione del problema
Durante i primi incontri, esploriamo insieme la storia del disturbo, i pensieri, le emozioni e i comportamenti associati. Questo ci permette di capire come si è sviluppato il problema, cosa lo mantiene e individuare gli obiettivi terapeutici.

2

Intervento Cognitivo-Comportamentale
Lavoriamo sui pensieri rigidi e disfunzionali legati al corpo, all’autostima, al controllo e al perfezionismo. Utilizziamo tecniche concrete per modificare abitudini alimentari disfunzionali, ridurre l’ansia, interrompere il ciclo delle abbuffate o delle restrizioni e ricostruire un rapporto più realistico e gentile con sé stessi.

3

Mindfulness e consapevolezza del corpo

Attraverso la pratica della mindfulness, insegno a portare attenzione al momento presente, al corpo e alle emozioni. Questo aiuta a:

riconoscere i segnali di fame e sazietà

distinguere tra fame fisica e fame emotiva

accogliere le emozioni difficili senza ricorrere al cibo come unico regolatore emotivo

sviluppare compassione e saggezza interiore

Sostegno continuo e personalizzazione

Ogni percorso è personalizzato: lavoriamo con i tuoi tempi, le tue risorse e le tue difficoltà. A volte, coinvolgo anche figure complementari come nutrizionisti o medici, quando necessario, per garantire un supporto integrato e sicuro.