Quando il rapporto con il cibo diventa una lotta, il corpo e la mente ne portano il peso. Ti ritrovi intrappolata tra controllo, sensi di colpa e insoddisfazione continua? Scopri come i disturbi alimentari vanno oltre il cibo e toccano i valori più profondi della tua vita, e come ritrovare equilibrio e libertà.
Sono espressioni profonde di un disagio emotivo che spesso fatica a trovare altre vie per emergere.
Rappresentano tentativi, dolorosi e inefficaci, di riprendere il controllo, calmare l’ansia, gestire il vuoto o anestetizzare emozioni troppo intense.
Chi vive un disturbo alimentare spesso convive con un senso costante di inadeguatezza, vergogna e colpa.
Il corpo diventa un bersaglio da controllare, una prigione o un modo per sentirsi “all’altezza”. I pensieri sono invasivi, critici, ossessivi.
L’autostima si misura con il numero sulla bilancia, con ciò che si è mangiato o evitato di mangiare.
È una lotta quotidiana e silenziosa, che può togliere energia, serenità, relazioni e gioia di vivere.
Oltre alla sofferenza emotiva, i disturbi alimentari hanno spesso gravi implicazioni fisiche: squilibri ormonali, problemi gastrointestinali, alterazioni cardiache, perdita di fertilità e danni permanenti agli organi.
Anche la mente ne risente: ansia, depressione, isolamento sociale e pensieri ossessivi possono accompagnare o aggravare il quadro.
Ma queste soluzioni, invece di liberare, rinforzano il disturbo
Ogni persona è unica, e così anche il suo rapporto con il cibo. Per questo, il mio intervento parte sempre dall’ascolto profondo e dall’accoglienza di ciò che la persona sta vivendo, senza giudizio.
Nel mio lavoro con i disturbi alimentari integro due strumenti fondamentali: la terapia cognitivo comportamentale e la mindfulness, articolati in step sequenziali, con l’obiettivo di accompagnare la persona a ricostruire una relazione più sana con il cibo, il corpo e sé stessa.
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Attraverso la pratica della mindfulness, insegno a portare attenzione al momento presente, al corpo e alle emozioni. Questo aiuta a:
riconoscere i segnali di fame e sazietà
distinguere tra fame fisica e fame emotiva
accogliere le emozioni difficili senza ricorrere al cibo come unico regolatore emotivo
sviluppare compassione e saggezza interiore