Sara Pelli Mindfulness

Le due modalità della mente: il “fare” e l’”essere” nella MBCT

  • Home
  • Le due modalità della mente: il “fare” e l'”essere” nella MBCT
17 Settembre 2025 0 Comments

Uno dei concetti centrali nella Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) è la distinzione tra due modalità fondamentali del funzionamento mentale: la modalità del fare e la modalità dell’essere.

La modalità del fare

È la modalità che usiamo ogni giorno per raggiungere obiettivi, risolvere problemi, pianificare e correggere ciò che non va. È orientata al futuro e al cambiamento: identifica una discrepanza tra “come stanno le cose” e “come dovrebbero essere”, e si attiva per colmarla.

Questa modalità è estremamente utile nella vita quotidiana, ma può diventare problematica quando la applichiamo alla nostra esperienza interna, per esempio, cercando di eliminare pensieri negativi, controllare emozioni difficili o risolvere il dolore interiore. In questi casi, il “fare” rischia di amplificare il disagio, alimentando ruminazioni e sensazioni di frustrazione.

La modalità dell’essere

La modalità dell’essere, al contrario, non ha come obiettivo il cambiamento, ma l’accettazione e la presenza. È una modalità aperta, ricettiva, radicata nel momento presente. In questa modalità, i pensieri, le emozioni e le sensazioni corporee vengono osservati con curiosità, senza giudizio e senza il bisogno di modificarli.

Nella MBCT, si coltiva intenzionalmente la modalità dell’essere attraverso pratiche di mindfulness, favorendo un diverso rapporto con l’esperienza interiore: meno reattivo, più compassionevole, più stabile. Questo passaggio dal “fare” all’”essere può ridurre significativamente il rischio di ricaduta nella depressione e migliorare la qualità della vita emotiva. Possiamo considerare il training alla mindfulness in MBCT come un mezzo per insegnare alle persone a diventare più consapevoli della modalità mentale n cui si trovano in ogni momento, e insegnare anche le abilità che consentono di sganciarsi da modalità mentali inutili e di passare ad altre che possono esser di aiuto. Nella pratica, questo compito  si traduce perlopiù nel riconoscere le due modalità principali con le quali la mente opera e nell’apprendere le abilità necessarie per passare dall’una all’altra.