L’ansia è, per definizione, una mente che corre nel futuro. Si nutre di scenari ipotetici, “e se…?”, paure su ciò che potrebbe accadere, anche quando non sta accadendo nulla. La mindfulness ci allena a fare esattamente il contrario: tornare al momento presente, sentire il corpo, osservare i pensieri senza identificarci con essi, accogliere le emozioni senza reagire automaticamente.
Nel trattamento dell’ansia, la mindfulness è uno strumento potentissimo perché:
Coltiva l’auto-compassione, riducendo la vergogna e l’autocritica che spesso alimentano il ciclo ansioso.
Interrompe il pilota automatico dell’ansia, in cui reagiamo impulsivamente con evitamento, rimuginio o controllo;
Aiuta a riconoscere i segnali precoci dell’attivazione ansiosa (respiro corto, tensione muscolare, pensieri accelerati) e intervenire con consapevolezza;
Favorisce la regolazione emotiva: osservando la paura invece di combatterla, ne riduciamo l’intensità;
Allena la tolleranza all’incertezza, sviluppando un atteggiamento più aperto, flessibile e gentile verso ciò che non possiamo controllare;
Mindfulness e neuroplasticità
Gli studi neuroscientifici dimostrano che la pratica costante della mindfulness è associata a cambiamenti nella struttura e nel funzionamento del cervello, in particolare nelle aree coinvolte nella regolazione delle emozioni (come l’amigdala e la corteccia prefrontale). Questo significa che, con il tempo, la nostra mente può davvero “imparare” a rispondere in modo diverso agli stimoli ansiogeni.
Nei percorsi che propongo, utilizzo pratiche di mindfulness (formali e informali) integrate nella psicoterapia cognitivo-comportamentale, con esercizi guidati, esplorazioni condivise e strumenti pratici per portare la consapevolezza nella vita quotidiana. Perché non basta “capire” l’ansia: bisogna sentire che si può stare anche con ciò che fa paura, senza esserne travolti.
Kabat-Zinn, J. (2013). Dovunque tu vada, ci sei già. TEA.
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Goldin, P. R., & Gross, J. J. (2010). “Effects of mindfulness-based stress reduction (MBSR) on emotion regulation in social anxiety disorder.” Emotion, 10(1), 83–91.
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L’ansia è, per definizione, una mente che corre nel futuro. Si nutre di scenari ipotetici, “e se…?”, paure su ciò che potrebbe accadere, anche quando non sta accadendo nulla. La mindfulness ci allena a fare esattamente il contrario: tornare al momento presente, sentire il corpo, osservare i pensieri senza identificarci con essi, accogliere le emozioni senza reagire automaticamente.
Nel trattamento dell’ansia, la mindfulness è uno strumento potentissimo perché:
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